Listino prezzi per quantità: come costruire una matrice lavorazione × scaglione

Di Redazione VERC · · 9 minuti di lettura

Tabella di listino con lavorazioni in riga e scaglioni di quantità in colonna
Listino prezzi per quantità

In molte aziende manifatturiere il listino non esiste come documento. Esiste una cartella con dentro i preventivi degli ultimi tre anni, e quando arriva una richiesta si cerca il lavoro più somigliante e si adatta. Funziona finché a preventivare è sempre la stessa persona, che ha in testa i criteri. Smette di funzionare il giorno in cui quella persona è in ferie, o quando l'azienda cresce e le persone diventano due.

Il listino prezzi per quantità strutturato a matrice è lo strumento che risolve questo problema. Non è un file più ordinato: è un modo diverso di rappresentare il prezzo, che rende la preventivazione ripetibile e il margine misurabile.

In sintesi

Perché il prezzo unitario non è lineare

Prendi una lavorazione qualsiasi che richieda una messa a punto: stampa, fustellatura, ricamo, taglio laser, incisione. Il costo totale si compone di tre parti.

Se l'avviamento costa 80 euro e il costo variabile è 0,12 euro a pezzo, il costo unitario su 200 pezzi è 0,52 euro e su 10.000 pezzi è 0,128 euro. Quattro volte di differenza sullo stesso identico prodotto.

Un listino con un unico prezzo unitario e uno sconto percentuale per volume non riesce a rappresentare questa curva. Lo sconto è lineare, il costo no. Il risultato è che sulle tirature corte lavori in perdita e su quelle lunghe sei fuori mercato, spesso senza accorgertene.

L'anatomia della matrice

La struttura minima è questa.

Lavorazione 250 500 1.000 2.500 5.000 10.000 25.000
Stampa 1 colore 0,42 0,26 0,17 0,11 0,08 0,06 0,05
Stampa 4 colori 0,88 0,52 0,33 0,21 0,15 0,11 0,09
Plastificazione opaca 0,31 0,19 0,13 0,09 0,07 0,05 0,04
Fustellatura 0,35 0,21 0,14 0,09 0,06 0,05 0,04
Incollatura 0,28 0,17 0,11 0,08 0,06 0,04 0,04

I numeri sono esemplificativi. Quello che conta è la logica: ogni riga è una lavorazione vendibile separatamente, ogni colonna è uno scaglione di quantità, ogni cella è il prezzo unitario di quella lavorazione a quel volume.

Il preventivo diventa una somma di celle. Cinquemila scatole stampate a quattro colori, plastificate, fustellate e incollate: leggi quattro celle nella colonna 5.000, sommi, moltiplichi per la quantità. Nessun ricalcolo, nessuna formula da riscrivere, nessun rischio che due persone diverse arrivino a due numeri diversi.

Quante righe

Tante quante sono le lavorazioni che vendi come voci distinte. La tentazione è di spezzare tutto in micro-fasi per avere più controllo: è un errore. Se una fase non viene mai venduta separatamente e non è mai opzionale, accorpala. Una matrice con 60 righe di cui 45 sempre selezionate insieme è una matrice che nessuno mantiene aggiornata.

Quanti scaglioni

Da sei a dieci. Il criterio non è matematico, è commerciale: gli scaglioni devono corrispondere alle quantità che i tuoi clienti chiedono davvero. Guarda i preventivi degli ultimi dodici mesi, ordina le quantità richieste e vedi dove si addensano. Quasi sempre emergono cluster naturali attorno a numeri tondi.

Scegliere gli scaglioni sui dati storici invece che a tavolino ha un effetto pratico immediato: la maggior parte delle richieste cade esattamente su uno scaglione, e il problema delle quantità intermedie quasi sparisce.

Il problema delle quantità intermedie

Il cliente chiede 3.700 pezzi. La matrice ha 2.500 e 5.000. Cosa fa il sistema?

Opzione A — scaglione inferiore. Applichi il prezzo di 2.500. È la scelta prudente: il margine è protetto, il prezzo è più alto. Rischi di risultare caro su richieste appena sopra la soglia.

Opzione B — scaglione superiore. Applichi il prezzo di 5.000. Sei più aggressivo commercialmente, ma stai vendendo 3.700 pezzi al costo unitario di 5.000: se la curva è ripida, ci rimetti.

Opzione C — interpolazione lineare. Calcoli il prezzo proporzionale tra i due scaglioni. È l'opzione più corretta dal punto di vista del costo e la più difficile da fare a mano in modo coerente, che è esattamente il motivo per cui va delegata al software.

Non esiste una risposta giusta in assoluto. Esiste una risposta giusta per la tua azienda, e la regola è che vada decisa una volta, scritta, e applicata sempre. Il danno non viene dall'aver scelto l'opzione B: viene dall'avere tre commerciali che ne applicano tre diverse senza saperlo.

Costi una tantum: tenerli fuori dalla matrice

Fustelle, cliché, impianti, matrici, campionature e attrezzature dedicate non appartengono alla matrice. Hanno una logica diversa: si pagano una volta, valgono per tutte le ripetizioni future, e la decisione se addebitarli, spalmarli o assorbirli è commerciale, non di listino.

Tienili come voci separate del preventivo, con tre stati possibili:

Se annegherai questi costi nel prezzo unitario, tra sei mesi non saprai più perché quel lavoro aveva quel prezzo, e la ripetizione partirà da una base sbagliata.

Perché Excel regge fino a un certo punto

Una matrice si costruisce benissimo in un foglio di calcolo. Il problema non è costruirla, è farla vivere.

Quando aumenta il costo della carta devi aggiornare le celle di tutte le righe che usano quel supporto, in tutti i file dove quel listino è stato copiato. Quando un commerciale prepara un preventivo, di norma duplica il file: da quel momento esiste una copia del listino che non riceverà più nessun aggiornamento, e che qualcuno userà tra tre mesi.

Dopo un anno hai decine di versioni dello stesso listino sparse tra desktop, cartelle condivise e allegati email, e nessuno sa quale sia quella buona. È il punto in cui la matrice smette di essere uno strumento di controllo e diventa una fonte di errori: il tema è approfondito in gestire i preventivi con Excel: gli errori che costano margine.

La soluzione non è un Excel migliore. È spostare la matrice in un punto solo, dove viene aggiornata una volta e da cui ogni preventivo la legge nel momento in cui viene creato.

Dal listino al preventivo automatico

Quando la matrice è centralizzata, la preventivazione cambia natura. Il flusso diventa:

  1. Selezioni il cliente, che porta con sé le sue condizioni (listino dedicato, sconti, valuta, termini di pagamento).
  2. Selezioni le lavorazioni.
  3. Inserisci la quantità.
  4. Il sistema legge le celle, applica la regola sulle quantità intermedie, aggiunge i costi una tantum e compone il documento.

Il tempo di produzione di un preventivo scende da decine di minuti a pochi. Ma il beneficio più grande è un altro: il prezzo diventa una proprietà dell'azienda, non della persona che sta preventivando. Chiunque risponda alla richiesta, il numero è lo stesso. Quando aggiorni una riga, tutti i preventivi futuri sono già aggiornati.

E, cosa che in Excel non si fa quasi mai, puoi affiancare a ogni cella di prezzo il costo corrispondente. A quel punto il preventivo mostra il margine mentre lo stai costruendo, non a consuntivo tre mesi dopo. Il metodo per costruire quei costi è descritto in come calcolare la marginalità di una commessa.

Checklist: la tua matrice è fatta bene?

Se hai risposto no a più di tre voci, il listino sta già producendo errori che non hai ancora visto.

Domande frequenti

Quanti scaglioni di quantità servono in un listino?

Da sei a dieci nella maggior parte dei casi. Meno di sei rendono i salti di prezzo troppo bruschi e poco difendibili col cliente; più di dieci moltiplicano le celle da mantenere senza aggiungere precisione commerciale reale.

Come si gestisce una quantità che sta tra due scaglioni?

Le opzioni sono tre: applicare lo scaglione inferiore, applicare quello superiore o interpolare linearmente tra i due. Qualunque sia la scelta, va decisa una volta a livello aziendale e applicata sempre allo stesso modo, non lasciata al singolo preventivo.

Il listino a matrice funziona solo per la stampa?

No. Funziona in ogni settore dove il prezzo dipende dalla combinazione di una lavorazione e di una quantità: cartotecnica, etichettifici, serigrafia, lavorazioni meccaniche conto terzi, ricami, incisioni, allestimenti.

Ogni quanto va aggiornato un listino a matrice?

A ogni variazione significativa del costo di un input, e comunque con una revisione programmata almeno due volte l'anno. Il vantaggio della matrice è che l'aggiornamento si fa sulla riga della lavorazione e si propaga a tutti i preventivi futuri.